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Il Campo Nazionale 2018 è stato sicuramente un’occasione unica per il nostro reparto di mettersi in gioco e confrontarsi direttamente con realtà distanti dalla nostra, sia dal punto di vista geografico che scout. L’esperienza che raccontiamo è quella che ci ha più colpito e fatto riflettere, non tutti i giorni abbiamo occasioni di questo tipo, e crediamo sia importante conoscere realtà diverse dalla nostra.
Il momento dall’hike di reparto è stato l’esempio più lampante di questo confronto: ci è stata proposta un’esperienza con alcuni migranti, ospiti della cooperativa Progest in una casa a Caluso, un paese nella provincia torinese, per conoscerne la vita e la realtà più da vicino.
La cooperativa è stata solo una tappa per noi e per il nostro percorso, anche se la più stimolante e preziosa. Prima della nostra partenza ci è stato raccomandato di avere delicatezza con gli ospiti e di non rivolgere loro domande dirette e invasive riguardo il viaggio verso l’Italia o il loro passato. Abbiamo compreso le motivazioni che c’erano alla base di tale richiesta e, una volta fatta questa osservazione insieme, siamo partiti per l’hike con la curiosità e la voglia di conoscere una realtà tanto diversa dalla nostra ma di cui, in qualche modo, avvertivamo la vicinanza.
Giunti alla casa siamo stati accolti dalle responsabili della struttura e dal gruppo degli ospiti e, come veri scout, abbiamo proposto di conoscerci con dei giochi di presentazione. In questo modo abbiamo rotto il ghiaccio con loro e l’invito a giocare insieme è parso subito naturale, sia da parte nostra che dei migranti, che in molti casi avevano quasi l’età dei nostri ragazzi e ragazze.

Nonostante l’iniziale timore dell’intero reparto a rivolgere domande dirette agli ospiti, con il passare delle ore e l’aumentare della fiducia reciproca, anche grazie al fatto di aver giocato insieme, pian piano gli stessi migranti hanno espresso la necessità di raccontare e parlare di come fossero finiti in un paesino del Nord Italia nonostante fossero nati e cresciuti in grandi metropoli africane, piccoli villaggi sabbiosi, o grandi capitali paludose ai confini dell’Asia. C’era chi preparava deliziosi tè marocchini e ci diceva dove si poteva comprare quella stessa polvere a Milano, chi rientrava in bicicletta dal lavoro e ci teneva a raccontarci cosa faceva, chi ci ha mostrato soddisfatto tutte le stanze della casa e intanto ci spiegava come venissero divisi i compiti domestici.
La cooperativa che si occupa della loro accoglienza li ospita nelle sue strutture e li inserisce nel tessuto sociale e lavorativo della zona. Molti di loro lavoravano infatti per le istituzioni locali, come il Comune, e dalle loro parole abbiamo scoperto che gli abitanti di Caluso li hanno sempre accolti calorosamente nella loro routine e nella vita comunitaria. La cooperativa li aiuta nel processo per ottenere i documenti e il permesso di soggiorno, insegna loro come fare la spesa, come muoversi con i mezzi dell’area, come usufruire dei servizi e delle infrastrutture locali e offre corsi di lingua italiana.

Ciò che ci eravamo detti prima di partire è risultato più vero che mai: dietro a quei volti, a quelle apparenze gentili e amichevoli, c’erano storie che potevano essere più o meno dolorose e che potevano essere motivo di disagio se non trattate col dovuto rispetto. Tuttavia, quelle che avevamo davanti erano persone, ragazzi, addirittura adolescenti, la cui interezza non poteva essere ridotta esclusivamente al ruolo di migrante, rifugiato, soggetto in difficoltà. Era necessario scavare più a fondo e lasciare che tutti gli aspetti della loro personalità e della loro storia andassero a formare l’idea che avevamo di loro e ciò non è stato difficile: con la spontaneità che li aveva caratterizzati sin dall’inizio, gli ospiti si sono raccontati al nostro reparto con naturalezza e sincerità, incuriositi anche da cosa volesse dire essere uno scout e ponendoci domande incuriosite a riguardo.
Alla fine della giornata eravamo tutti sullo stesso piano, e avevamo tutti qualcosa da raccontare e voglia di farlo. Dopo un pomeriggio di confronto e nuove conoscenze, in cui abbiamo potuto farci conoscere e conoscere delle persone tanto speciali, ci siamo rimessi in cammino, più stanchi di prima ma con tanta ricchezza nel cuore.
Siamo rimasti piacevolmente colpiti da questa esperienza e la sera riparlandone tutti insieme abbiamo espresso quanto l’incontro con queste persone ci abbia toccati: ci siamo sentiti talmente diversi da dei giovani che, nonostante avessero più o meno la nostra età, avevano condotto un’esistenza agli antipodi e ci ritrovavamo a condividere, però, prospettive di vita simili alle loro.

Creato il 2018-10-12 06:42:44
Alle Vacanze di Branco appena trascorse abbiamo ascoltato una storia molto particolare, e anzi, l’abbiamo anche vissuta. Parlava di un ragazzo di nome Giovanni, un ragazzo che sarà un grande magistrato, fortissimo nella lotta contro quel mostro chiamato mafia. Ma noi non sapevamo cosa fosse la mafia, e al primo confronto di idee sono saltate fuori tantissime cose e parole diverse!

Poi per tutte le Vacanze di Branco abbiamo potuto scoprirlo passo dopo passo, un po’ giocando e un po’ ascoltando, accompagnati in questa storia dal nostro nuovo amico Giovanni Falcone.
Ma come è possibile che qualcuno abbia il cuore di mettere in atto meccanismi così crudeli? E non dovrebbe essere facile dire di no? Forse per comprendere a fondo è meglio provarli sulla nostra pelle con un gioco!
E allora eccoci tutti quanti, a coppie, proprietari di un negozio di alimentari! Ogni giorno a commerciare, l’obiettivo è avere tutti gli ingredienti per cucinare torte favolose! Ma poi si è avvicinata una persona e ha fatto una proposta a qualche commerciante…farebbe comodo un po’ di denaro in più? Non serve preoccuparsi, è solo un piccolo prestito, e potrai cucinare molte più torte!
Qualcuno accetta. E cucina un sacco di buonissime torte…
Certo però ci si indigna quando il turno dopo la stessa persona ritornava volendo indietro molti più soldi di quelli che aveva dato! Ogni turno di più, sempre di più, e poi cominciano le minacce, parte delle torte se le prende lui, diventa sempre più cattivo e i commercianti non riescono più a pagarlo, decidono allora per risparmiare di non pagare le tasse allo Stato ma ancora non basta…
Finché il mattino del turno dopo si apre con le ceneri fumanti di un negozio che non aveva pagato.
Poveretti, non avevano abbastanza soldi per pagare quel mostro. Ma non importa, la giornata vada avanti, ognuno faccia affari! No aspettate: c’è un problema! Quel negozio vendeva la farina! E ora come le facciamo le torte?

Ecco, questa è una cosa molto importante che abbiamo capito: quando il mostro sconfigge un cittadino, tutta la città perde insieme a lui. L’unico modo per vincere è combatterlo tutti insieme. E l’unico modo per combatterlo è conoscerlo a fondo.
E allora ecco perché poi ci siamo anche sfidati a chi lo conosceva meglio in un gigantesco gioco dell’oca a squadre!
Adesso lo conosciamo molto meglio questo mostro, e sappiamo individuarlo anche dove prima non ci saremmo aspettati di vederlo. Infine ci siamo fermati a ripensare a tutto quello che avevamo imparato in questo percorso, ecco qualcuna delle nostre riflessioni.
Quarto Branco Waingunga

Creato il 2018-09-19 18:19:54
Creato il 2018-09-17 14:56:38
Diana Koellen 8° reparto
COMPITI DELLE VACANZE
1) DURANTE LE VACANZE ESTIVE AVRAI SICURAMENTE RAGGIUNTO LUOGHI DI VILLEGGIATURA AL MARE O IN MONTAGNA. RACCONTA LA TUA ESPERIENZA DI VIAGGIO METTENDO IN RILIEVO Ciò CHE TI è RIMASTO PARTICOLARMENTE IMPRESSO. NEL CASO NON FOSSI ANDATO IN VACANZA, RACCONTA UNA GIORNATA PARTICOLARMENTE PIACEVOLE CHE HAI TRASCORSO DURANTE L’ESTATE.
Questa estate sono andata ad un campo estivo in Piemonte con il mio gruppo scout, dall’ uno al tredici agosto.
Vado ogni anno ai campi, ma questo era diverso.
Questo era un campo nazionale!
Imparo da ogni campo qualcosa, sempre, ma questo mi ha aiutata moltissimo ad integrarmi totalmente nel gruppo e a farmi creare legami forti con alcune persone.
Durante il corso di questa esperienza ho capito l’importanza di avere degli amici veri con cui parlare per ore ed ore di te stesso, dei tuoi pensieri, dei tuoi ragionamenti, anche di quelli più meschini, avere qualcuno a cui sussurrare la parte più profonda di se stessi stando dentro una tenda sotto la pioggia abbracciati al silenzio.
Ho capito quanto sia importante aprirsi alle persone, anche solo a una, ho capito quanto sia importante fidarsi degli altri, aiutare chi è in difficoltà, dividersi la fatica con il sorriso sulle labbra, ho afferrato la forza che un abbraccio ha quando stai male.
Ho imparato a fidarmi degli altri, mettendo in secondo piano la paura di essere giudicata, ho imparato che gli amici veri non sono quelli che riescono a trovare ogni tuo difetto, ma quelli che sanno come esaltare ogni tuo pregio.
Ho tastato con mano come anche le situazioni più assurde e “drammatiche”, se sei in compagnia di amici sinceri, possano diventare divertenti.
Ho notato come ogni persona abbia il suo modo di esprimersi, di essere se stessa, nel bene e nel male, e che puoi imparare da tutti se sei capace di vedere la bellezza nell’animo degli altri.
Partendo dal presupposto che per me “scout” non vuol dire “amici” ma “famiglia”, posso affermare senza la minima esitazione che questa è stata una delle più belle esperienze della mia intera vita.
In questo campo non c’era solo il nostro reparto formato da 35 persone, ma eravamo in tutto 4500 ragazzi circa fra italiani, polacchi, tedeschi, spagnoli, inglesi, egiziani…
Gli italiani (in evidente maggioranza) venivano da tutta Italia: pugliesi, romani, milanesi, napoletani, genovesi, siciliani, sardi, pesaresi, parmigiani …
Ho perciò fatto amicizia anche con ragazzi e ragazze con abitudini, culture, lingue, famiglie, religioni, credenze diverse dalle mie, e sento che questo mi ha arricchita tantissimo.
Sono consapevole di essermi portata a casa una parte di ogni persona, come una tesserina di un mosaico di amicizia che, man mano che mi distacco dalla mia zona di comfort in cui sto da sola a leggere e a disegnare nella mia stanza, diventa sempre più grande.
Le attività organizzate al campo sono state bellissime certo, ma solo perché lo erano le persone con cui le ho vissute: abbiamo fatto vela e siamo riusciti, grazie ad Arianna, a non affondare, e ci siamo fatte delle grandi risate perché Chiara ed io non sapevamo mai cosa dovevamo fare.
Abbiamo fatto parkour, disciplina nuova al mio corpo inesperto, ma avendo la mano stretta a quella di Nadia ho trovato la forza di non cadere e sono riuscita persino a camminare sui pali più alti.
Abbiamo fatto una camminata di un paio di ore e siamo poi rimasti a dormire nel giardino di una casa che il Comune del paesino in cui siamo arrivati ci aveva messo a disposizione per averli aiutati a ripulire il bosco lì accanto.
Quella sera è stata particolarmente emozionante per me, perché dormire sotto le stelle, con Alessia a tenermi stretta la mano destra e con Francesco che si inpegnava per darmi fastidio, sentendo vicino a me il respiro di tutti i miei amici nel silenzio lievemente interrotto dai canti della buonanotte che un piccolo gruppetto stava ancora sussurrando, mi sono sentita davvero a casa, non volevo addormentarmi perché avrei interrotto quella meravigliosa pace che stavo provando, ho pensato che non avrei voluto mai andarmene.
Le sere a cantare davanti al fuoco con Luca e Francesco a suonare le ormai vecchie chitarre passavano abbracciate ad Alessia, schiena contro schiena con Arturo, con la schiena appoggiata sul petto di Tommaso, oppure sdraiati ognuno con la testa appoggiata sulla pancia di qualcun altro, a cantare Vasco Rossi, Max Pezzali, Riccardo Cocciante, Claudio Baglioni, ridendo per le modifiche infantili che apportavamo ai testi delle canzoni.
Poi come dimenticare la serata di reparto, durante la quale lacrime amare e commosse non hanno risparmiato quasi nessuno, neanche i più duri, perché l’ultimo anno andrà in compagnia e lascerà il reparto, ed io, abbracciando Arianna cercavo di tenere le lacrime inutilmente.
La notte in cui è piovuto un temporale assurdo e fortissimo e ci hanno mandato in tenda alle nove di sera anziché a mezzanotte, nella nostra pattuglia c’eravamo solo Arianna, Chiara ed io, dato che Misia, Giulia e Matilde se ne erano andate il giorno stesso, e io penso con sincerità di non aver mai passato una serata più divertente di quella.
All’inizio le nostre risate isteriche, esaltate e al contempo spaventate riempivano l’aria, poi, una volta calmate abbiamo incominciato a mangiare i fichi secchi caramellati che Chiara aveva portato da casa e nascosto nel suo zaino, incominciando a parlare di noi, inizialmente con timore e imbarazzo, ma dopo pochi racconti abbiamo lasciato parlare il cuore, esprimendo a parole quello che aveva bisogno di dire e abbiamo trovato l’una nell’altra delle amiche sincere e di cui ci si può fidare.
La mattina della notte in cui abbiamo dormito di anno, in cui ci siamo svegliati bagnati dall’ acqua che ci era entrata in tenda e che tutto ha bagnato, è stata condita da risate sincere e vestiti e capelli fradici, di iniziale panico sentendo gli assordanti tuoni che facevano tremare la tenda e le nostre mani mentre ci stringevamo gli uni agli altri per scaldarci sorridendo di quella situazione surreale in cui non eravamo mai capitati prima di allora.
Passare la mattinata a giocare a carte nella tenda, ancora avvolti nei sacchi a pelo per coprirci dal freddo pungente che la pioggia aveva portato in quelle prime ore dell’alba e con i capelli spettinati, la voce impastata dal sonno e i movimenti pesanti, è stato di gran lunga più divertente che trascorrere la mattina a fare attività strane e faticose, perché era molto più piacevole non doversi alzare alle sette ma alle undici.
L’ultima notte abbiamo dovuto cedere due delle nostre cinque tende al reparto di Vicenza, e ci siamo perciò inizialmente spartiti nelle diverse tende, ma poi noi ragazze abbiamo pensato che sarebbe stato più divertente non doversi dividere nelle tende delle altre pattuglie, e allora abbiamo dormito nella tenda delle Pippi (una tenda da sei persone) in quindici, schiacciate l’una all’altra condividendo i materassini e il cibo e spettegolando di ragazzi e ragazze, di cotte passeggere e di “vero amore”, e ridendo tanto da farci rimproverare dai Capi addetti alla sicurezza.
Quella sera ho scoperto un paio di persone di cui prima ignoravo totalmente la presenza, considerato che loro non sembravano particolarmente interessate a conoscermi meglio.
Questo campo, insomma, è stato l’esperienza migliore della mia vita, un’avventura dalla quale mi porto a casa nuove persone, un nuovo modo di vedere le cose, delle conversazioni che hanno fatto crollare alcune mie certezze inducendomi a pormi delle domande, la consapevolezza che non mi fa bene tenermi tutto dentro, che a volte condividere le proprie emozioni con anche solo una persona ti sa rendere mille volte più sicura di te e tranquilla.
Spero di riuscire a vivere di nuovo un’esperienza come questa, anche se sono certa che la prossima estate mi ritroverò di nuovo con le gambe doloranti dal camminare eccessivo; i piedi pieni di vesciche e calli che chiedono un po’ di riposo; le mani callose dai nodi fatti con i ruvidi cordini; le braccia e le gambe piene di tagli, punture, graffi, terra; le ginocchia rosse dalle posizioni scomode che il montaggio delle tende richiede; le unghie sporche; i muscoli del viso tesi dalla continua concentrazione; i capelli raccolti alla meglio e la stanchezza dipinta negli occhi, arrotolata nel sacco a pelo sul materassino, felice, a pensare che scout è una continua avventura meravigliosa, faticosa, certamente, ma bellissima, e per cui vale assolutamente la pena fare dei sacrifici


Creato il 2018-09-07 18:05:30
Passeggiando per via Padova, a Milano, la sera del 10 giugno 2018, gli abitanti non hanno potuto fare a meno di notare che i lampioni e pali lungo la strada si erano variopinti, quasi per magia, dei colori di piantine e fiori. “Via Padova si è riempita di piante volanti” recita un post della pagina Facebook Via Padova viva, che non si limita a notare le piante: da alcune di esse pendono infatti dei bigliettini con foto di via Padova e commenti su caratteristiche del quartiere gradite ai responsabili di questa silenziosa iniziativa.

Non è infatti per magia che via Padova, uno dei quartieri più vivaci e multietnici di Milano, ha indossato una veste floreale. Durante il pomeriggio del 10 giugno infatti i ragazzi del 10° gruppo scout del CNGEI di Milano hanno girato in lungo e in largo via Padova per appendere piante, fiori e cartelli sui pali della via. La novità è stata sicuramente gradita dagli abitanti del quartiere, che però non si sono saputi spiegare il motivo e l’origine dell’iniziativa.
Il 10° è il gruppo degli scout laici che ha come territorio di competenza proprio la zona di via Padova e viale Monza, anche detta NoLo (North of Loreto). I ragazzi che il gruppo accoglie sono quindi tutti, o quasi, residenti nella zona. Gli adulti educatori hanno organizzato per la giornata del 10 giugno un’attività particolare. In questa data si svolgeva la chiusura dell’anno scout e, quindi, tutti i ragazzi delle tre diverse fasce d’età hanno passato la giornata insieme. I bambini del branco (dagli 8 ai 12 anni), i ragazzi del reparto (dai 12 ai 16 anni) e quelli della compagnia(dai 16 ai 19 anni) hanno riflettuto prima di pranzo sul loro quartiere.

Le attività proposte dai capi, sempre sotto forma di gioco, in perfetto stile scout (come si dice in gergo: “tutto col gioco, niente per gioco”), volevano stimolare nei ragazzi riflessioni a proposito del quartiere in cui il gruppo è inserito, su cosa manca nel quartiere e su cosa, invece, c’è di bello. Passando per la storia di via Padova e per alcune curiosità sul quartiere, i ragazzi hanno fatto le loro proposte per migliorare la zona. C’è chi ha proposto di aumentare le stazioni di bici dell’ATM, chi di costruire una biblioteca pubblica e addirittura chi ha proposto di trasformare il Parco Martiri della Libertà nella Legoland milanese. Insomma lo scopo ultimo di questa attività era approfondire la consapevolezza dei ragazzi sui bisogni del quartiere e su come contribuire per migliorarlo.

Insieme alle riflessioni i ragazzi hanno costruito i vasetti da appendere per via Padova: hanno travasato le piantine in barattoli di latta riciclati, decorati con dei legnetti e delle fettucce del colore del foulard che portano al collo, a simboleggiare la promessa scout.

Così a partire dalle 15 del 10 giugno, a piccoli gruppetti 6-7 ragazzi, sempre accompagnati da un adulto, si sono sparsi per gli angoli di via Padova ad appendere i vasetti fatti in casa, corredati dalle loro proposte per migliorare la zona e dalle cose che più amano del loro quartiere. Sembra che i ragazzi apprezzino particolarmente la multiculturalità di via Padova, la presenza di grandi spazi verdi e la pista ciclabile che da piazzale Loreto risale via Padova verso la Martesana.

Ma non è finita qui: gli scout del 10° gruppo infatti, si sono spesi per fare in modo che il loro progetto vedesse il resto della cittadinanza parte attiva e hanno richiesto un piccolo contributo agli abitanti del quartiere. Su alcuni pali è appesa una cartelletta contenete una matita e un foglio che riporta la scritta: «E a te? Cosa piace del tuo quartiere?» tradotta anche in inglese, filippino, arabo e cinese. Chi fosse quindi curioso di sapere quali sono le cose che più piacciono ai giovani scout e aggiungere il proprio contributo, non dovrebbe fare altro che passeggiare per Via Padova, a caccia di tutte e 50 le piantine disseminate lungo la strada.
Un piccolo, semplice gesto per lasciare ogni posto migliore di come lo abbiamo trovato
Gli scout del 10° gruppo

Creato il 2018-06-12 17:55:06
Dal sesto gruppo questo mese un contributo davvero speciale! Giales, scout e studente belga, ci racconta la sua esperienza con il progetto Erascout: l'erasmus per gli scout!
Cosa dico ai miei amici quando mi chiedono della mia esperienza scout a Milano?
Gli dico, quanto Riccardo sia cosciente e sensibile nei confronti di tutti i ragazzi, le riunioni e le attività sono ben preparate con orari e programmi educativi. Quanto è difficile attenersi agli orari programmati e che gli italiani sono sempre in ritardo di 15 minuti. Gli dico che abbiamo mangiato biscotti con latte e tè la mattina. D’altra parte, la cena era sempre di tre portate, incredibile! Quanto sono efficaci le pattuglie che lavorano insieme e come il capo pattuglia è un buon punto di riferimento e una figura che media tra i ragazzi e noi capi. Che Milano ha una mancanza di capi e dico ai miei amici di fare l’esperienza Erascouts. Racconto che meraviglia sono i fuochi di bivacco perché Luca suona la chitarra e tutti gli altri cantano insieme, e la scenetta con le straordinarie capacità recitative di Antonella, Beatrice e Vincenzo. La dedizione di Aurora e Luca che fanno funzionare tutto senza intoppi. Dico anche che non è banale che noi capi siamo a disposizione ogni settimana per dare a questi ragazzi e ragazze qualcosa di bello, non solo per fornire una sorta di asilo nido ma per aiutarli a scoprire la vita come scout sia in gruppo che da soli. Ma anche se i nostri metodi a volte differiscono, penso che tutti sappiamo che stiamo facendo qualcosa di prezioso.Milano mi è davvero piaciuta. È una città enorme e pazza, sia per dimensioni che per densità. Dovete sapere che in Belgio non ci piace vivere in appartamento, quindi la maggior parte della gente ha o sogna di avere la propria casa con giardino. Viviamo in maniera sparsa sul nostro territorio, senza lasciare spazi aperti.
Milano è una città molto vivace che offre tante cose da fare e da vedere, se solo sai dove e cosa cercare. In questo senso non è una città che si espone facilmente agli estranei. Soprattutto se ti circondi di persone di altre nazionalità, altri ragazzi Erasmus, diventa problematico in un certo senso. Questo è stato uno dei motivi principali per cui volevo essere coinvolto nel programma Erascouts, uscire dall'Erasmusbubble e entrare in contatto con persone locali e accoglienti.
Penso, più di ogni altra cosa a come sarebbe stata la mia esperienza se fossi stato da solo in questa enorme città. Paradossalmente nelle città più grandi, il nostro bisogno di socialità diventa più difficile da soddisfare anche se è pieno di persone in giro. All'inizio la città è travolgente, tutti sono impegnati, badando alla propria attività e sembrano ignorarti. Ti chiedi: che diavolo ho intenzione di fare qui per cinque mesi? Almeno fino a quando non incontri un gruppo di persone estremamente gentili attraverso il programma Erascouts in cui ti sei iscritto.
Quindi è qui che mi rivolgo ai miei cari amici i scouts: Antonella, Beatrice, Federico, Vincenzo, Giulia, Aurora, Luca e Riccardo ... Ero incerto, ed anche un po' spaventato, quando ero da solo a Milano per la prima volta. Far parte di un gruppo di scout durante l'Erasmus è stato come intraprendere un nuovo viaggio pur essendo già in viaggio. Quindi, ancora una volta è stato un bel salto nell'oscurità quando abbiamo deciso di fare una prima riunione. Per fortuna, voi ragazzi siete stati straordinariamente gentili, aperti e onesti fin dall'inizio.
Non è stato sempre molto facile. Da un lato sono molto grato che voi ragazzi parlaste italiano la maggior parte del tempo. In Belgio e in molti altri paesi del nord, le persone parlano automaticamente in inglese quando qualcuno non parla correttamente la madre lingua. Io odio questa tendenza nel parlare in Inglese tutto il tempo ma comunque, specialmente all'inizio la barriera linguistica è stata difficile da superare. Essere in grado di comprendere alcune parole e frasi è sufficiente per sopravvivere, ma non per cogliere l'importante strato di significato e sottile umorismo incorporato in ogni lingua. L’italiano è una bella lingua! Per essere onesto, a parte tante persone che ho dovuto lasciare, l'italiano è una delle cose che mi mancherà di più. C'è molto ritmo, è molto giocoso e ci sono vocali molto più valide di quelle che usiamo qui nel nostro dialetto locale (west-vlaams). Ieri ero seduto sul treno, e dopo un po' ho osservato una coppia accanto a me che parlava in italiano. Ho aspettato che l'uomo finisse di telefonare a sua madre (gli italiani e le loro madri! adorabili) e poi ho iniziato a parlare con loro. È stato un piacere poter parlare con loro in italiano (non senza errore ma abbastanza fluentemente), quindi questo è in parte grazie a voi ragazzi! Grazie!
Un altro aspetto importante dell'esperienza di Erascouts, che potreste non aspettarvi all'inizio, è il fatto che il gruppo di scout fosse misto. Io infatti vengo da un gruppo scout di soli ragazzi. Ero già molto consapevole che entrambi i modi (misti o ragazzi / ragazze) hanno il loro fascino, i loro pro e contro. Quindi, in questo senso, penso che la struttura con il gruppo misto ma le pattuglie separate a Milano sia molto intelligente e ti dia il meglio di entrambi i mondi. Le ragazze, proprio come i ragazzi, sono state molto accoglienti. Entrambi hanno bisogno di azione: movimento, corsa, salti, ciclismo e arrampicata credo siano qualcosa di davvero importante sia per i ragazzi che per le ragazze, specialmente con il nostro stile di vita sempre più sedentario. So bene che non è così facile a Milano rispetto che a Bruges, dove le strade sono meno popolate dalle auto, dove abbiamo la fortuna di essere circondati da spazi verdi e dove possiamo prendere la bicicletta per andare al mare o foreste adiacenti per sporcarsi veramente o accendere il fuoco e cucinare il nostro pranzo.
Le cose che probabilmente mi sono piaciute di più sono state gli hike, i bivacchi e il trivacco di Sant’Ambrogio. Era bello uscire da Milano ogni tanto. Soprattutto l’hike mi ha letteralmente dato un nuovo respiro e un momento per riflettere. In questi momenti ho potuto dare il mio contributo, introducendo in gruppo i giochi che facciamo in Belgio, come ‘’slavenspel’’ e ‘’travestietenspel’’, ho aiutato molto Riccardo nei miei mesi di permanenza a Milano. Riccardo, che bella persona, il modo in cui ti trovi nella vita è ammirevole. Devo dire che ho imparato molto da te, amico mio.
Non posso far altro che ringraziarvi ancora e invitarvi tutti in Belgio, mi piacerebbe mostrarvi la nostra città e descrivervi il modo in cui facciamo lo scouting qui.
Ci vediamo
Gieles Kinget
Creato il 2018-05-30 16:55:05
Dal 28 al 30 aprile il decimo reparto Woodstock si è avventurato nei verdi prati che circondano Monza. Sulle impavide note della sigla del Trono di Spade, ha messo in scena un vero e proprio torneo tra le casate più influenti di tutto il regno: i Pellister (ptg. Pellicani), le Zarc (ptg. Zebre), gli Stamgaryan (ptg. Stambecchi) e le Cairell (ptg. Caimane).

Ogni casata si è ritrovata ad affrontare le sfide più improbabili. Alcuni hanno dovuto sconfiggere dei draghi che minacciavano il regno di NoLo, altri a barattare biscotti in cambio di principesse rapite e altri ancora a difendere i confini della Circonvalla. Ogni prova è stata superata con estremo entusiasmo e grande fantasia ed è stata poi raccontata al resto del reparto con i più curati travestimenti medioevali.

Ma mentre il torneo proseguiva tra sfide e competizione, un nuovo avversario arrivò a minare quella apparente tranquillità. Gli “estranei” si avvicinavano con lugubre passo alle porte della città e servivano delle torrette di avvistamento per poterli osservare da lontano!

Scoppiò una grande battaglia tra le casate e gli estranei, al termine della quale fu però chiaro che la guerra non avrebbe mai portato a nulla e che non c’era modo migliore per proseguire il regno se non con un accordo comune e delle regole condivise. Le casate allora si riunirono davanti ad un fuoco per stabilirle tutti assieme e ciascuno poi si alzò per apporre la propria firma.

Da quel giorno, tutti vissero sereni e contenti in quel meraviglioso regno che per noi è il decimo reparto Woodstock!

Creato il 2018-05-20 19:41:33
La settimana comunitaria della 5° Thor può sicuramente essere definita paradisiaca, al punto che ci è sembrato di raggiungere gli dei norreni e sederci accanto a Odino per cena!
I nostri 7 giorni di convivenza a Villa Pizzone, nonostante fossero iniziati con un sole rassicurante, sono stati caratterizzati da una grande quantità di pioggia che, pur avendoci impedito di passare i pomeriggi a studiare in giardino, non è riuscita ad abbattere il nostro entusiasmo e la nostra voglia di metterci in gioco.
La giornata ideale si divideva in tre momenti: la mattina, ognuno nella propria scuola aspettando con ansia il rientro alla Villa; il pomeriggio, costellato da sessioni di studio collettive e “merende di supporto”;


la sera, unico momento in cui fossimo tutti presenti, che prevedeva la cena e lo svolgimento delle attività continuative.
Per 7 giorni abbiamo lavorato su un argomento per noi molto delicato: stiamo riscrivendo la carta di compagnia (la “carta d’identità” della compagnia) e, nonostante la difficoltà del riassumere tutto ciò che l’esperienza della compagnia è per noi, siamo tutti molto soddisfatti del risultato che abbiamo raggiunto.
L’aspetto su cui ci siamo più concentrati durante questa settimana è stato quello di rafforzare i legami tra noi membri per poter diventare una squadra imbattibile: una sera siamo addirittura riusciti a fare una video-chiamata con una nostra compagna che sta trascorrendo un anno in Brasile!
Al terzo giorno abbiamo avuto il piacere di accogliere in villa 3 ragazzi del reparto con i quali abbiamo condiviso una cena fantastica e un attività ancora più bella sul consumo ecosostenibile che ci ha riuniti per tutta la serata e ci ha fatto capire, in varie fasi, che l'ecosostenibilità è un tema molto importante ed attuale e per cui vale la pena sacrificare un po' di tempo.
Il pomeriggio dopo l'abbiamo passato a prepararci per la cena degli ex, per cui abbiamo scelto come tema il musical “Grease” e, vestiti come bad boy, abbiamo inscenato, con qualche correzione, le parti più belle del film, accompagnate da piatti a tema buonissimi: pannocchie, hot dog e banana split (miglior dolce che sia mai esistito).

La mia impressione da nuovo arrivato è stata stupenda in quanto siamo riusciti a stare insieme in perfetta armonia e dividendoci equamente ogni compito per una intera settimana, condividendo le nostre avventure e disavventure divertendoci un sacco. L'unica cosa per cui ho rimpianti è di dover aspettare un altro anno per rivivere la stessa avventura tutti insieme.
Dalla 5° Thor è tutto, vi auguro di avere un'esperienza come la nostra, anche se non ci potrete mai eguagliare!!

Creato il 2018-05-04 15:41:07
Accorrete, Greci, la lunga guerra è vinta!! Odisseo, con la sua astuzia e un grosso cavallo di legno, ci ha portato alla vittoria sui troiani! Ed ora è tempo ti tornare finalmente a casa
Ma il viaggio di ritorno di Odisseo e del suo equipaggio non sarà così facile come pensavano! Seguendo il valoroso condottiero Greco, il Nono Branco Genkidama si è imbarcato in questa nuova avventura, pronto a fronteggiare nuove sfide ed imprevisti.
Il primo ostacolo è il temibile ed irascibile ciclope Polifemo che li rinchiude nella sua caverna. Per fortuna Odisseo inventa un piano geniale per sfuggire di notte. Ma attenzione! I fratelli di Polifemo sono in agguato sulla spiaggia, pronti a catturare i marinai di cui riusciranno a scoprire il nome!
Sfuggiti al mostruoso monocolo, i nostri eroi si ritrovano su di una nuova isola ed hanno tempo per prendersi un momento di riposo e riunirsi per svolgere le loro cerimonie: le Promesse Scout!!

La mattina i nostri eroi incontrano la misteriosa Maga Circe, che governa l’isola ed è pronta a tramutare in maiali tutti coloro che da maiali si comportano! Per guadagnarsi nuovamente la libertà ecco i nostri eroi intenti a preparare con le loro manine un banchetto principesco… ma attenzione a lavarsele bene quelle mani! Ed oltre le mani, anche i denti, le ascelle, il naso, la faccia!!!

Le avventure di Odisseo sono mille e mille di più, quindi che noia se stessi io qua a raccontarvele tutte! Molto meglio che sia l’equipaggio stesso a raccontarla, o meglio a rappresentarla! Ed allora che si indossino i costumi, si ripetano un’ultima volta le parti e si apra il sipario sul nostro Mitologico Fiore Rosso!

Finalmente Odisseo ed i suoi accompagnatori sono riusciti ad arrivare all’ultima isola prima dell’agognato ritorno a casa. Ma l’ultima tempesta ha spazzato via la nostra nave. Dovremo ricostruirla, ma facciamolo con metodo: si apre ufficialmente l’Epico Concorso di Modellini di Nave, di quelli che non se ne vedevano dai tempi di Giasone e delle Argonautiche.
Siamo quindi pronti per il nostro viaggio fino a casa, pronti gli zaini ed allacciati gli scarponi, tra camminate, pioggerella, vento, scioperi inaspettati dei treni e carrozze colme e stracolme, riusciranno i nostri eroi a tornare a casa?

Creato il 2018-05-04 15:33:54
Il week-end del 24-25 febbraio le pattuglie del Terzo Reparto Caribou hanno partecipato a delle fantastiche missioni di pattuglia (attività organizzate dai capi che i ragazzi svolgono da soli) . Si sono trovate a conoscere e a collaborare con delle associazioni che lavorano in vari ambiti dell’impegno civile. Ogni pattuglia in precedenza aveva deciso su quale ambito dell’impegno civile informarsi (scegliendo tra pace, diritti, ambiente, solidarietà e volontariato) e aveva svolto delle attività sull'argomento scelto.
Durante le missioni ogni pattuglia è entrata in contatto con un’associazione diversa; ci siamo occupati di genitori e lavoratori carcerati, migranti che vogliono imparare l’italiano, sport e disabilità. Ma ecco alcuni resoconti:
Cangure
Abbiamo incontrato l’I.C.A.M. (istituto a custodia attenuata per detenute madri), un’associazione che si occupa di offrire sostegno ai figli delle donne carcerate con un’età inferiore ai 6 anni. Durante l’incontro ci hanno mostrato immagini, video e articoli di giornale che raccontano come funziona questo istituto e che parlano della situazione sia delle donne carcerate sia dei loro figli. Siamo rimaste molto colpite da questo incontro anche perché non ci eravamo mai interrogate su quale fosse la situazione di bambini così piccoli con la mamma in carcere.
Orsi
Abbiamo scelto come argomento i diritti nello sport e abbiamo incontrato un volontario di ‘’Handicap su la testa’’ che ci ha spiegato in cosa consiste il servizio che offrono in questa associazione. Ci ha raccontato le attività pomeridiane che offrono alle persone con disabilità fisiche e mentali. È stato interessante scoprire il grande spazio che viene dato alle attività sportive e ci ha invitato a una giornata sportiva aperta a tutti in cui si fanno gare tutti assieme adottando le regole degli sport per disabili, per esempio giocando a calcio bendati insieme a ragazzi ciechi e altri sport del genere.
La cosa che ci ha colpito di più è che quando si collabora con persone con disabilità bisogna stare attenti a come ci si comporta in ogni situazione, infatti a volte si può venir presi da un senso di pietà e compassione nei loro confronti, ma in realtà un comportamento del genere viene vissuto da parte loro in modo negativo perché non migliora la loro autostima.
Pippistrelle
L’argomento che abbiamo scelto è stato il volontariato con i migranti, abbiamo incontrato una volontaria dell’associazione ‘’la Tenda’’ che si occupa di offrire aiuto e sostegno gratuito in ambito scolastico per coloro che non conoscono bene l’italiano e perciò hanno difficoltà a comunicare e relazionarsi con la società italiana. Ci siamo confrontate con un’insegnante e capa scout che nel tempo libero offre il suo servizio a questa associazione tenendo lezioni di Italiano. Dopo averci raccontato la sua esperienza ci ha mostrato dei video che spiegano come vengono strutturate le lezioni. Non vediamo l’ora di proseguire questa esperienza partecipando anche noi a una di queste lezioni!
Trichechi e Procione hanno invece incontrato la cooperativa San Vittore e l’associazione Arca.
Siamo rimasti tutti entusiasti di questi incontri e speriamo di poter continuare a collaborare con queste associazioni o con altre che si occupano di questi temi!
#terzosociale #impegnocivile #servizio
Cooperativa San Vittore: è formata da donne carcerate che imparano il mestiere di sarte attraverso dei momenti formativi e pratici andando a creare abiti, accessori e anche le toghe dei magistrati. Queste attività sono svolte sia in carcere che in laboratori all’esterno.
Associazione Arca: associazione del tessuto milanese che si occupa di aiutare le persone con fragilità, infatti collabora con migranti, persone senza fissa dimora, persone con dipendenze...



Creato il 2018-03-21 16:46:05
All'assemblea nazionale dei soci adulti del CNGEI tenutasi il 24-25 marzo a Chianciano Terme (SI) Milano c'era!
Tutta la sezione augura alla nuova dirigenza appena eletta un buon lavoro per i prossimi mesi!
Per saperne di più: articolo su cngei.it
Creato il 2018-03-05 21:54:54
Durante le vacanze di Carnevale (quelle dei milanesi almeno) i giorni 16-17-18 di Febbraio il terzo branco Mowha di Milano si è lanciato in una meravigliosa avventura verso il bellissimo paese di Maccagno che per l’occasione si è trasformata nell’Isola-che-non-c’è! Gli avventurosi lupi sono andati a trovare Wendy e insieme a lei e a Trilli hanno deciso di aiutare Peter Pan a ritrovare la sua ombra e tornare all’Isola-che-non-c’è. Ovviamente riacchiappare un’ombra ribelle e volare verso la seconda stella a destra non è semplice come giocare nella propria tana! I lupi impegnati a cacciare la capacità di scrittore hanno deciso di raccontare come abbiamo fatto:
Ingredienti per volare
Ieri i Vecchi Lupi ci hanno fatto entrare nel mondo di Peter Pan insieme a Wendy e Trilli attraverso varie attività. In una di queste dovevamo ritrovare la nostra ombra: ci siamo divisi in mute e i Vecchi Lupi ci hanno fatto recuperare il materiale da mettere nei nostri astucci di muta grazie che abbiamo trovato in alcune bolle colorate (palloncini) preparate dai capi. Per distinguere le squadre ogni muta aveva un colore di bolle diverso. Poi ognuno ha disegnato la propria ombra, l’abbiamo cosparsa con polvere fatata (piccoli pezzetti di carta colorata) e abbiamo scritto o disegnato un nostro pensiero felice; tutto ciò ci serviva per volare e per esplorare l’Isola-che-non-c’è. Questa attività è stata molto bella e interessante secondo noi ci divertiamo veramente tanto nel terzo!
Sophie (11 anni), Alice (10 anni) e Micol (9 anni)
Grazie a questi ingredienti tutto il branco è riuscito a volare insieme a Peter Pan, Trilli e Wendy verso la seconda stella a destra e poi dritti fino al mattino e da lì verso l’Isola-che-non-c’è, che ci siamo poi divertiti ad esplorare quella sera stessa scoprendo che la ciurma di pirati della Jolly Roger guidata da Capitan Uncino era pronta all’assalto, ma questa è ancora un’altra storia!
Buona caccia dal terzo branco Mowha di Milano!
Creato il 2018-03-01 10:28:27
articolo di Anna Breda e Alice Ramanad - Compagnia Babajaga, Sesto Gruppo, Sezione di Milano
Occhio a dove mettete i piedi. Le aiuole sono piene di siringhe e rifiuti vari: girare con le infradito non è consigliabile, meglio scarpe chiuse. Ci troviamo in una enorme… non so neanche se definirla piazza: un enorme spiazzo di cemento, in teoria concepito come luogo di ritrovo in un posto dove i luoghi di ritrovo latitano, ma in pratica creato in modo da impedire qualsiasi forma di aggregazione. Non c'è un filo d'ombra né un filo d'erba, e dietro alla piazza si stagliano tre edifici, le famigerate vele di Scampia. Scampia è un quartiere periferico, completamente trascurato dalle giunte che si sono susseguite, concepito come “dormitorio” per i pendolari che ogni giorno si spostano per lavorare, e una decina di anni fa è stata teatro di una delle più terribili faide di camorra che ha lasciato oltre settanta morti: quale rigenerazione possibile, qui? Le risposte ci sono arrivate in questi dieci giorni di luglio, in cui grazie all'associazione (R)esistenza anticamorra abbiamo conosciuto un po' meglio questo luogo affascinante e le tante persone che si spendono per farlo rimanere tale.
Sfatiamo il primo pregiudizio: a Scampia gli abitanti non passano le giornate a spararsi dal terrazzo e/o a iniettarsi eroina. Negli anni Novanta qui c'era una delle più grandi piazze di spaccio di eroina d'Europa e il traffico era gestito interamente dalla camorra. (R)esistenza anticamorra ha preso in gestione una ex scuola, che in quegli anni era stata occupata dai camorristi e trasformata in un centro di spaccio attorno a cui gravitavano moltissimi tossicodipendenti: ora questo luogo si chiama Officina delle Culture “Gelsomina Verde” e ospita, oltre che a tante associazioni, una decina di richiedenti asilo. Presto accoglierà anche una pizzeria e una casa-famiglia, e la nostra compagnia ha dato una mano a ristrutturare i locali.
Sfatiamo il secondo pregiudizio: a Scampia gli abitanti non si dividono solo tra camorristi e persone oneste. Noi, ad esempio, abbiamo conosciuto Francesco Verde, che aveva scelto di essere un criminale, ma lontano dalla camorra: peccato che sua sorella Gelsomina, vittima innocente, sia stata uccisa dai camorristi durante la faida. Dopo questo evento ha iniziato con un lavoro regolare e onesto, che gli consente di riscrivere ogni giorno, per quanto gli spetta, la storia di Scampia. Questa è una delle testimonianze che abbiamo avuto modo di ascoltare nei nostri pomeriggi: la nostra giornata infatti prevedeva una mattina di lavoro e un pomeriggio dedito ad ascoltare le testimonianze.
Sfatiamo il terzo pregiudizio: a Scampia si lavora duro! Le mattine le abbiamo trascorse a dare una mano all'officina delle Culture oppure a lavorare nell'unico bene agricolo confiscato alla mafia della Campania, il fondo rustico “A. Lamberti” di Chiaiano, gestito sempre da (R)esistenza anticamorra, che ospita due richiedenti asilo come guardiani. E sì, ce n'è parecchio bisogno, perché Ciro, il fondatore dell'associazione, ha ricevuto parecchie minacce dal clan mafioso dei Simeoli (ex proprietari del fondo) e i campi sono stati incendiati varie volte. Un anno, alla vigilia della vendemmia, uomini del clan hanno addirittura rubato tutti i mezzi agricoli, ma l'associazione ha proclamato una vendemmia fatta a mano dagli abitanti del quartiere.
A Scampia le associazioni non si occupano solo dei beni confiscati, ma anche di aiutare i ragazzi a intraprendere un percorso onesto e fondato su valori forti. Abbiamo visitato la palestra di Gianni Maddaloni, un ex campione di judo che ha deciso di aprire questa attività nel suo quartiere, dove si prende cura dei ragazzi che allena con determinazione e un forte piglio paterno. Dopo aver visto le vele, la palestra ci ha restituito molta speranza: infatti quel pomeriggio ci eravamo spostati tutti insieme con Ciro da Chiaiano (dove dormivamo) a Scampia, dove abbiamo fatto un giro. Le vele sono state senza dubbio la parte della visita che più ci ha colpito. Si tratta di enormi caseggiati di edilizia popolare costruiti in massima parte di amianto. Nuove case popolari sono state edificate per permettere agli ultimi abitanti rimasti nelle vele, ormai solo i poverissimi, di trasferirsi: peccato che secondo una normativa del codice antimafia chi ha parenti collusi con la mafia non possa trasferirsi nelle nuove case popolari, e il loro destino, almeno per ora, sembra quello di guadagnarsi un mesotelioma polmonare, anche grazie allo Stato.
Un'esperienza del genere però non l’avremmo vissuta allo stesso modo senza il foulard al collo: il percorso sulla legalità fatto negli anni dello scautismo ci ha permesso di arrivare a Scampia portando il necessario per uno scambio con quel territorio: abbiamo lasciato lì un po' del nostro senso di giustizia, cercando di conformare ad esso le nostre azioni, ma siamo anche tornati con una consapevolezza maggiore di cosa sia giusto e legale, una consapevolezza su cui abbiamo riflettuto e che abbiamo costruito lì giorno per giorno, fermandoci ogni sera in cerchio attorno ad una lamping e ricordandoci col metodo scout quale sia il dovere che abbiamo promesso di fare sul nostro onore.
Creato il 2018-02-27 10:32:50
Febbraio 2018, Montorfano. Campo di Carnevale.
La stanza del Fuoco della vecchia casa in cima alla collina ospita tante piccole figure verdi e marroni, alcune coricate a pancia in su, altre sedute; sono i Lupetti del Secondo Branco CNGEI di Milano, pronti per un'attività carnevalesca che richiede concentrazione, lavoro di coppia e slancio creativo. Sul pavimento sono poggiati piccoli recipienti di colla vinilica diluita con Acqua e fogli di giornale sempre meno integri. I Vecchi Lupi vigilano muovendosi per la stanza e aiutando i piccoli artisti a bucherellare i pezzi di pellicola trasparente che verranno stesi sui visi dei Lupetti coricati a Terra, pronti per essere ricoperti di colla e pezzetti di giornale. All'improvviso lo scenario è fatto di mummie di carta immobili che si prestano con pazienza e fiducia all'opera degli scultori compagni di avventure, occasionalmente qualche Lupetto sfreccia come Elettricità da un punto all'altro chiedendo rifornimento di materiale; nella stanza balena un'aria leggera e un miscuglio allegro di sensazioni semplici. Tra spennellate, “è finita la colla!”, strati che si sommano, “ridammi il pennello!”, oggetti che volano in Aria, “che bella questa!”, pellicola accartocciata, trascorre il pomeriggio del primo giorno di Campo, finché ogni Lupetto ripone sul tavolo di legno la propria maschera, diversa da ogni altra per forma e dimensione, affinché si asciughi e sia pronta per essere separata dalla pellicola, ma soprattutto dipinta e personalizzata. Tutto il Branco si prepara così a concludere l'opera: viene messa a disposizione della tempera colorata e viene spiegato ad ogni Lupetto che il modo in cui le maschere dovranno essere dipinte non sarà affatto casuale. Infatti, ogni maschera dovrà rappresentare un elemento naturale e, nello specifico, quello che corrisponde al Pokémon della Muta di appartenenza; le Mute neonate sono state infatti contraddistinte proprio attraverso i Pokémon, che costituiscono, insieme ai rispettivi elementi, il tema del Capo di Carnevale. Ne fruttano maschere costellate di fiori, riempite di nuvole e cielo, altre che ritraggono fondali marini, fulmini e saette, e grandi fiamme rosse. L'attività del Branco Karela si conclude così con creature simboliche di carta colorata, stese al sole dell'ultima mattina di Campo, pronte per fare un lungo viaggio nel grande mondo della fantasia catartica del Lupetto.



Creato il 2018-02-26 10:53:21
Oggi è iniziata la parte pratica del nostro PerCorso Senior. Un momento di formazione dedicato agli adulti che vogliono scoprire cosa significa essere degli educatori volontari all'interno della nostra associazione.
35 ragazzi più o meno giovani (non c'è limite d'eta per essere uno scout!) si sperimenteranno per il resto dell'anno in una delle nostre unità (branco, reparto e compagnia) e grazie alla guida dei nostri capi educatori potranno apprendere ed apprezzare il grande gioco dello scautismo adulto.
Se anche tu vuoi saperne di più scrivici ad Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Creato il 2017-12-03 23:26:17
Ciao, sono Maria Teresa dell'ottava compagnia. Quest'anno, in occasione del roverway, mi è stata data la possibilità di partecipare come rover representative. In questo video è raccontato il primo incontro con gli altri rappresentanti provenienti da tutta Europa. Tra mille risate siamo riusciti a proporre una quantità esorbitante di attività fighe e ora è nostro compito diffondere il verbo️. Bacioniiiiiiii <3
Creato il 2017-11-16 19:51:03
Creato il 2017-11-06 12:42:02
Ciao! Puntuale come tutti gli anni, è giunta l'ora dell'apertura dell'anno scout :)
Abbiamo deciso di dedicare la giornata al quartiere QT8, luogo della nostra futura sezione e faremo parte di un ciclo di eventi organizzati dalle associazioni e realtà di zona per il quartiere.
Come funzionerà per i gruppi?
DOMENICA 15 OTTOBRE
Dalle 13.00 alle 14.00 pranzo
Dalle 14.30 alle 15.30 quadrato finale
Come funzionerà per i genitori che vogliono partecipare?
Associazioni che parteciperanno alla giornata
1. Gallab : propongono un laboratorio di falegnameria dove ogni ragazzo può creare il suo picchetto personalizzato.
2. Spluf: Ludobus, installazioni ludiche a libero accesso
3. Shareradio: diretta radio durante la giornata
4. Mitades: laboratorio per i lupi
PARTECIPATE NUMEROSI!!!!
Creato il 2017-10-05 16:21:55
La cascina nella foto è vuota, quasi nostalgica al tramonto, ma durante il giorno è stata riempita da scout, non-scout, amici, ragazzi e adulti che sono accorsi alla grande FierFesta organizzata per festeggiare con noi un anno di lavoro e di sforzi. Il progetto L8 PER UNA CASA non finisce qui, la casa ancora non l’abbiamo trovata nonostante si siano aperte molte possibilità da vagliare e cercare di finalizzare, in questo dobbiamo dire GRAZIE ai genitori ed agli ex membri del gruppo che hanno creato una vera e propria rete intorno a noi per aiutarci.
Abbiamo pulito la cascina dalla festa avvenuta la sera precedente, davvero essere un gruppo fa la differenza in questi casi. la cascina è stata tramutata in una grande fiera con botteghe di auto-produzione e giochi tenute dai ragazzi del gruppo (8-18anni).
Insieme a noi hanno partecipato alla festa i ragazzi della ciclofficina Fucine Vulcano che hanno messo in palio il prodotto del lavoro di un pomeriggio: un bella bicicletta!
Dopo la Fiera sotto il sole, rinfrescati dai giochi con l’acqua, grande attesa per l’estrazione della LOTTERIA! Hanno comprato i biglietti più di 1000 persone, a tutti loro va un grande GRAZIE per averci sostenuto.
Un altro GRAZIE va agli incredibili SPONSOR che ci hanno risposto con cortesia ed entusiasmo, felici di dare qualcosa per aiutarci in questa grande impresa. La loro partecipazione è stato per noi un segnale che “non siamo soli”, ma ci sono orecchie ad ascoltarci e cuori che battono per lo scoutismo: una meravigliosa scoperta!!
La giornata è stata lunga per chi ha giocato, per chi ha organizzato, ma soprattutto per chi ha cucinato tutto il giorno con l’aiuto dei genitori volenterosi: il ClanDestino rappresentato da quattro ragazze con il foulard blu davvero fortissime! GRAZIE GRAZIE GRAZIE!
Creato il 2017-06-13 10:32:29
Ciao a tutti!
Quest'anno il Terzo Gruppo Uroboro ha organizzato una lotteria ricca di fantastici premi per supportare le attività dei nostri ragazzi e aiutarci nel trasferimento nella nuova sede.
Qui sotto trovate la lista dei premi ed i numeri dei biglietti vincitori.
Un ringraziamento davvero speciale va ai nostri sponsor che hanno voluto supportarci in questa iniziativa! :)
* Premio Gentilmente offerto da Biglietto
1 City Bike Olmo Giuditta BikeGarageShop Stella 1063
2 Tenda Arpenaz Family 4.2 - 4 posti - Stella 1044
3 Sacca Extend 40/60 Litri Azzurra - Sole 3086
4 Weekend sulle Dolomiti Villa Principe Fiore 098
5 Bici Bambino 3° Gruppo Uroboro Smiley 2023
6 Visita e igiene dentale Studio Villa Smiley 2094
7 Brunch per 2 persone Fuorimano Smiley 2013
8 Aperitivo per 2 persone Ego Smiley 2026
9 Escape Room 2-6 persone Darkside Stella 1056
10 N.2 ingressi Arrampicata Passaggio Obbligato Stella 1025
11 Buono per un menu Deluxe VegAmore Stella 1055
12 Buono da 25 euro Fiammanti Store Orologi Stella 1064
13 Cesto Prodotti Chico Mendes Onlus Stella 1081
14 Cesto Prodotti Erboristeria Madre Terra Stella 1065
15 Buono per una lezione a scelta Spazio-Luce Stella 1061
16 Buono per una lezione a scelta Spazio-Luce Stella 1060
17 Buono per una lezione a scelta Spazio-Luce Stella 1047
18 Buono per una lezione a scelta Spazio-Luce Stella 1028
19 Buono per una lezione a scelta Spazio-Luce Sole 3040
20 Buono per 2 colazioni Officine del Dolce Stella 1036
21 T-shirt Airness Smiley 2005
22 T-shirt Airness Sole 3046
23 Bagnodoccia Erboristeria Passiflora Stella 1062
24 Tisana della Buonanotte Erboristeria Passiflora Smiley 2037
25 Mix di spezie Erboristeria Passiflora Fiore 022
26 Crema Corpo Erba Salus Fiore 006
27 Collana emulA Fiore 032
28 Narratè Roma Narratè Stella 1054
29 Narratè Roma Narratè Smiley 2077
30 Narratè Roma Narratè -
31 Narratè Roma Narratè Smiley 2016
32 Narratè Roma Narratè Sole 3084
33 Narratè Roma Narratè Stella 1072
34 Narratè Roma Narratè Smiley 2001
35 Narratè Roma Narratè Stella 1015
36 Narratè Roma Narratè Fiore 003
37 Narratè Roma Narratè Sole 078
38 Gadget Airness Fiore 044
39 Gadget Airness Fiore 061
40 Buono per 2 coni gelato Gelateria Km0 Smiley 2010
41 Buono per 2 coni gelato Gelateria Km0 Sole 3036
42 Buono per 2 coni gelato Gelateria Km0 Stella 1099
43 Buono per 2 coni gelato Gelateria Km0 Smiley 2068
44 Buono per 2 coni gelato Gelateria Km0 Fiore 075
45 Buono per 2 colazioni Officine del Dolce Fiore 088
46 Buono sconto per una vaschetta GelaMi Fiore 050
47 1 bottiglia di vino 3° Gruppo Uroboro Stella 1057
48 1 bottiglia di vino 3° Gruppo Uroboro Smiley 2030
49 1 bottiglia di vino 3° Gruppo Uroboro Smiley 2058
50 DVD "Il Signore degli Anelli" 3° Gruppo Uroboro Stella 1066
51 Gioco da tavola SPQRisiko 3° Gruppo Uroboro Smiley 2056
52 Gioco da tavola Futurisiko 3° Gruppo Uroboro Fiore 053
53 Gioco da tavola Quoridor 3° Gruppo Uroboro Smiley 2052
54 Gioco da tavola Quarto 3° Gruppo Uroboro Fiore 082
55 Gioco da tavola Kalaha 3° Gruppo Uroboro Sole 3053
56 Crema Mani L'Erbolario 3° Gruppo Uroboro Stella 1069
57 N.2 Lampade 3° Gruppo Uroboro Smiley 2055
Per informazioni e per ritirare i premi potete scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..
Il regolamento è consultabile qui.
Creato il 2017-05-17 18:24:04